Abituarsi all'incertezza: come diventare antifragili

L’iniziativa partirà domani con il primo appuntamento: “Ascoltare le fragilità per diventare antifragili”

L’iniziativa “Abituarsi all’incertezza”, ideata da Emmedelta e Performando, ha l’obiettivo di provare a focalizzarsi con consapevolezza sulla situazione odierna di emergenza, traendone spunti di riflessione su tematiche attuali, che possano aiutarci ad orientarci verso nuove prospettive. “Ascoltare le fragilità per diventare antifragili” è il titolo del primo webinar curato da Monia De Riva, senior consultant di Emmedelta. L’appuntamento è per domani, giovedì 26 marzo alle ore 12.00.

Chi è Monia De Riva? Di cosa parlerà? Abbiamo chiesto direttamente a lei: coach, formatrice ed esperta dei cambiamenti culturali all’interno delle organizzazioni, di descriversi e darci una breve preview dell’incontro di domani.

Monia, cosa caratterizza il tuo percorso professionale?
Il mio percorso professionale è sempre stato guidato da una domanda “come posso offrire il mio contributo agli altri”? La risposta è sempre partita da quello che sono: una persona appassionata del sapere, della cultura classica, dell’arte e della filosofia; che passa molto tempo  a studiare e rileggere i maestri del pensiero per trovare risposte all’oggi e donarle. Questo è l’umile contributo che cerco di offrire.

Come stai vivendo questa quotidianità surreale?
Cerco di accogliere le mie fragilità per ascoltarle e trovare un senso in tutto quello che sta capitando, che diventi una lezione di vita per me e un passo in avanti nel cammino di evoluzione dell’umanità. Trovo forza nel non dare per scontato l’essenziale, nel rapporto con i miei tre figli e mio marito, con i miei cari, nell’imparare continuamente cose nuove.

Secondo te qual è la cosa più importante che possiamo imparare da questo momento?
Comprendere che la vita è la cosa più preziosa che abbiamo e la qualità del nostro tempo, delle nostre scelte e delle nostre relazioni ne caratterizzano il valore. Comprendere che siamo tutti uomini, uniti nella fragilità prima che ruoli, o posizioni gerarchiche. Capire che il fascino del nostro mondo deriva anche dalla nostra incapacità di comprenderlo fino in fondo. Capire che il quotidiano rappresenta sempre una possibilità di apprendimento, se lo ascoltiamo con un sentire capace di andare oltre l’abituale e il frettoloso.

A chi si rivolge la riflessione che ci presenterai giovedì?
A tutti coloro che non si accontentano di sopravvivere, ma vogliono vivere con passione, legando la propria professione all’etica per recuperare il concetto di eroismo.

L’appuntamento di domani, permetterà a Monia rimasta particolarmente colpita dalla fragilità di questo scenario, di dare il suo contributo, trovando insieme a noi un senso generativo alla fragilità che ci spaventa.