Evolvere le organizzazioni nell’incertezza

19 Gennaio 2021 Stippling Lab

Evolvere le organizzazioni nell’incertezza

Come liberare il potenziale inespresso e sviluppare la cultura del futuro

Conosciamo sulla nostra pelle la mutevolezza del mondo, il disagio del cambiamento. E il desiderio di affrontarlo con forza e tenacia. Eppure ci ritroviamo a replicare continuamente le solite strategie, a cedere al comfort degli schemi dell’era industriale, al piacere dell’illusione del controllo su previsioni e persone, senza lasciarci andare alla sperimentazione del nuovo: strutturiamo e controlliamo in modo che il domani ci faccia meno paura; tentiamo di domare la complessità attraverso l’ordinamento logico degli elementi che ci rassicura. Ci attiviamo velocemente a strutturare e controllare perdendo di vista che questi modelli che «hanno fatto il nostro successo», oggi forse non bastano più . Modelli ingegneristici, che nascono dal leggere le organizzazioni come macchine da far funzionare. Modelli che conducono alle divisioni aziendali, alla distanza tra chi decide e chi vive il business, alla separazione tra chi fa e chi controlla…

Ma la divisione non è forse il problema che va superato a partire dal linguaggio?

Nel mondo della complessità l’individualismo può funzionare?

Gli schemi che ci hanno portato fino a qui sono ancora validi per affrontare il futuro?

Non bisogna forse interrogarsi sulla capacità di costruire scenari e strategie, e sulla capacità di creare culture organizzative in cui il livello di interazione diventi creazione di idee e coraggio di azione?

Diviene allora fondamentale ripartire da un nuovo, il “guardare” per saper costruire risposte alternative allo strutturare e al controllare. Diviene forte un approccio fatto di un ciclo continuo di percezione, ascolto e risposta attraverso piccole e rapide sperimentazioni e conseguenti correzioni. Diviene vincente la costruzione di spazi dove si lavora e si apprende continuamente dalle difficoltà.

Un nuovo guardare che diviene vedere ciò che ancora non è, ma è possibile, e che si realizza nelle organizzazioni antifragili.

L’anti-fragilità nasce prima di tutto dentro di noi, nell’integrazione tra forza e vulnerabilità, si alimenta dell’esempio dei Manager, che sono in grado di rappresentarla e viene amplificata dalla cultura aziendale, cioè dall’insieme dei modus operandi e dei valori rinforzati nel contesto.

Come possono diventare anti-fragili le organizzazioni?

Uniamo i punti per fare evolvere l’organizzazione.

Eccone alcuni…

Punto 1. FUTURO: Abitare la complessità

Il futuro non è già scritto, è da creare e reinventare continuamente. In ciò che non conosciamo ci sono le nostre paure ma anche la nostra ricchezza, solo un nuovo sguardo ci permette di vedere questa ricchezza. Accomodarsi nella complessità vuol dire allenare il pensiero complesso, passare dal determinismo alla creatività, dall’autorità all’empatia, dal controllare al navigare.

Diamo fiducia alla ricchezza della vita per uscire dalla paura che genera immobilismo in un crocevia di possibilità.

Punto 2. SAGGEZZA: Pensare è Creare

La creatività è un atto del pensiero che rende necessari momenti di riflessione organizzativa in un momento in cui la velocità è il fattore critico di successo. Stanze del pensiero dove l’espressione del singolo realizza il noi e il senso costruttivo dell’errore, che diventa fattore di crescita.

Superiamo le logiche del pensiero dicotomico per accogliere il paradosso e la compresenza di fenomeni opposti nello stesso scenario.

Punto 3. DIALOGHI ED EMOZIONI: Sentire è Connettere

La trasformazione culturale ha bisogno di una guida, capace di aprirsi e creare connessioni che non si esprime nel potere personale ma che nella capacità di contribuire a far crescere il contesto.

Ascoltiamo la nostra forza e la nostra fragilità per coltivare interdipendenza, vivendo in profondità il concetto di umiltà che nutre.

Punto 4 SCELTA E SCENARI – Gestire è Navigare

Superiamo i processi che governano l’avversione alla perdita, scegliendo di essere protagonisti delle nostre scelte per passare da egosistema a ecosistema, da un sistema centrato sull’individualità a un modello collettivo.

Sapere aude: il sapere che dà sapore all’impresa.

Le organizzazioni anti-fragili sono intorno a noi.

Viviamo, ascoltiamo e leggiamo sempre più frequentemente esempi di organizzazioni antifragili, organizzazioni che hanno messo in discussione i modelli organizzativi obsoleti e sono pronte a diventare un luogo e un contesto che cresce e fa crescere persone, business e territori.

Netflix, ad esempio, rappresenta ormai un’icona per la capacità di innovarsi e reinventarsi continuamente. Questa organizzazione ha capovolto diverse logiche tipiche delle organizzazioni gerarchiche, eliminando controlli e status quo di ruoli e privilegi dà il potere alle persone di creare e di rispondere al mercato velocemente e fa del Noi che condividiamo informazioni, che ci diciamo la verità, che ci assumiamo la responsabilità di agire per il bene comune il vero vantaggio competitivo.

Google, ha colto il valore della libertà come espressione di fiducia e garanzia di novità. Nella piccola percentuale di tempo in cui le persone hanno pieno potere del loro tempo nascono le migliori idee del colosso del digitale. L’assenza di paura e il coraggio di esplorare rappresentano ingredienti di un’evoluzione continua.

Aboca, esempio tutto italiano, ha colto le potenzialità dell’organizzazione nelle relazioni tra le parti. L’organizzazione è un sistema vivente in cui le proprietà essenziali sono quelle del tutto che nessuna parte possiede, e tali proprietà si alimentano attraverso relazioni forti, connessioni vere e concetti quali valore e comunità. «Questa visione rende l’organizzazione fortemente interdipendente dal contesto, una comunità tra le comunità» il cui valore è più profondo del profitto ma si estende all’impatto sulle persone, sull’ambiente, sul territorio e sulla cultura della comunità.

Emme Delta, con i suoi 28 anni di esperienza nello sviluppo delle persone, crede che esista nelle imprese italiane un alto potenziale inespresso, energia da liberare per superare il limite dell’adattamento al mercato e investire sul generare e innovare in una logica integrata tra persona, impresa e territorio.

Cosa aspetti a sviluppare un’organizzazione anti-fragile?

, , , , ,