Abituarsi all’incertezza con prontezza

31 Marzo 2020
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31 Marzo 2020 Gabriele Litrico

Abituarsi all’incertezza con prontezza

Intervista ad Andrea Di Lenna, direttore di Performando e manager nel settore formazione

“Abituarsi all’incertezza” è un’iniziativa pensata per accompagnarci in queste giornate surreali. Le tematiche trattate sono volte a donarci una visione realistica, consapevole, profonda e una prospettiva che prima non avevamo forse mai considerato. Il webinar del 2 aprile, “Essere pronti è tutto”, ci illustra le personali linee guida di importanti pensatori, per approcciare la situazione attuale con la giusta attitudine. Guiderà la riflessione Andrea Di Lenna, direttore di Performando ed eccellenza italiana nella formazione manageriale.
Abituarsi all’incertezza con prontezza, per avere la forza di superare questa emergenza e ripartire con maggior forza e consapevolezza. Questa è la meta!

Ma chi è Andrea? Abbiamo chiesto proprio a lui di presentarsi, e di farci una preview dell’incontro di

Andrea, cosa caratterizza il tuo percorso professionale?  

E’ sicuramente un percorso atipico e particolare, caratterizzato da esperienze diverse, spesso anche divergenti.
Dopo la laurea in economia, ho cominciato subito a lavorare in una società di consulenza, composta prevalentemente da ingegneri. Sono poi passato ad occuparmi di gestione della formazione e della direzione del personale di tre aziende multinazionali. Qui, ho sviluppato competenze specifiche in area organizzativa, ma anche soprattutto, in campo psicologico.
A questo punto, pensavo che il mix fosse già saturo.
Invece, quando nel 2002 sono tornato ad occuparmi di consulenza e formazione, con la costituzione di Performando, sono entrato in contatto con mondi e professionalità ancora più differenti da quelle che avevo già conosciuto. Ho incontrato imprenditori, sportivi di livello mondiale, rappresentanti del mondo militare ed esperti di influenzamento (illusionisti e psichiatri). Da tutti loro ho imparato, e continuo ad imparare, tantissimo.
Per queste ragioni, credo che il mio percorso sia affascinante, ricco di continui stimoli, che mi ha portato ininterrottamente a vivere in ambienti diversi. Mi ha offerto la possibilità di maturare esperienze, che mi piace poter condividere con le persone intorno a me, siano esse familiari, amici o clienti.

Come stai vivendo questa quotidianità surreale?  

E’ un momento terribile. Per fortuna lo sto vivendo bene, dal punto di vista della cosa più importante al mondo: la mia salute e quella dei miei cari.
Vedo però con tristezza, che viviamo in un mondo dove l’egoismo di alcune persone, di alcune organizzazioni e di alcuni stati, emerge in modo rilevante. La cosa positiva è che ci sono al contempo tante persone che si dedicano interamente al prossimo, come medici ed infermieri, ma anche tante gente comune, che si sacrifica per gli altri, soprattutto sconosciuti.
In questo contesto di tempo sospeso, la mia quotidianità è stata completamente stravolta, ma si è subito riempita di cose da fare.
L’attività di formazione e consulenza che svolgo presso le aziende, mi porta ispesso in giro per l’Italia, lasciandomi poco tempo per ciò che non è lavoro. Sul piano professionale, avevo un sacco di progetti arretrati e in stand by, che in questi giorni sto concretizzando. Anche a casa, avevo tanti lavori in arretrato, che sto un po’ alla volta completando, con una calma che non potevo utilizzare in passato e che mi sta aiutando molto.
E poi, mi sto dedicando al piacere della lettura, ma senza la pressione del tempo, il che mi permette di apprezzare appieno i tanti libri che mi guardavano attendendo di essere letti. Un vero ristoro per la mente, che, nella difficoltà del confinamento, è un grande sollievo.

A chi si rivolge la riflessione che ci presenterai giovedì?

Mi piace pensare che possa essere valida per chiunque: tanto per chi lavora in azienda e ha un incarico di responsabilità, quanto per chi ha semplicemente una vita da gestire quotidianamente, con tutte le difficoltà che oggi comporta. Il titolo del mio intervento, “Essere pronti è tutto”, è infatti al tempo stesso una riflessione, un desiderio e un auspicio di tipo universale: sarebbe bello che tutti noi riuscissimo ad esserlo!

Secondo te qual è la cosa più importante che possiamo imparare da questo momento?

Mi pare che una variabile che ci sta proponendo questa situazione sia il tempo che abbiamo a disposizione. Con esso la possibilità di pensare maggiormente al reale valore delle cose importanti, a cui forse stiamo un po’ alla volta restituendo il giusto peso e il giusto rilievo.
Come spesso accade, infatti, ci rendiamo conto dell’importanza delle cose quando queste vengono a mancare.
Spero che questa nuova considerazione delle vere priorità della nostra vita, così come il piacere di gustare le piccole cose giorno per giorno, non si esaurisca una volta passato questo difficile momento. Consideriamo che l’umanità ha, ahimè, troppo spesso dimostrato di perdere velocemente memoria di ciò che ha attraversato.
Ma sono certo che ce la faremo, tutti insieme, perchè, come dice un vecchio proverbio orientale, “il sole nasce anche dopo la più brutta nottata”.

Vi aspetto giovedì 2 aprile, alle ore 12.00. A presto!

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