Manager che sanno stare nel cambiamento

Nekane Rodriguez nell’ultimo numero di ManagerItalia lancia alcune sfide in un’epoca di grandi cambiamenti.

Innanzitutto è necessario saper stare nel cambiamento: cioè sapere che si ha a che fare con la velocità del cambiamento, la mancanza di prevedibilità, la complessità e l’incertezza della realtà.
Poi bisogna adattarsi alla rivoluzione del trend demografico con un impatto indiscutibile sulle nostre aziende che ci impegna a mantenere la motivazione dei nostri talenti senior ed al contempo iniziare a gestire i giovani nati dal 2000 in avanti, giovani con differenti competenze e aspettative dal lavoro rispetto a quelle che abbiamo avuto noi.
L’invecchiamento della popolazione poi si sta aggravando e questo ci fa prevedere per il 2020 di avere il 40% dei dipendenti provenienti da altre nazioni come Cina, India o Siria.

In merito ai big data e alla connessione globale le sfide sono quelle di saper gestire il mare di informazioni scegliendo quelle utili e stare nell’incertezza data dalla connessione mondiale che fa si che qualunque cosa accada in altri paesi riguarda la nostra economia locale senza poter prevedere quanto accadrà.

L’innovazione si costruisce senza indugiare nell’abbandonare le vecchie risposte per crearne delle  nuove sia per il mercato che per il team che dovrà essere sempre più multidisciplinare. 

Essere manager che operano nel cambiamento richiede lo sviluppo e il rafforzamento di alcune skills: la  flessibilità per adattare sempre la strategia al contesto;  la resilienza, intesa come la forza per sostenere i cambiamenti costanti;  le competenze comunicative e l’empatia, per capire i bisogni differenti del proprio staff; il desiderio di voler essere un manager, e l’ autenticità che in un contesto come quello corrente significa solo voler veramente il meglio dai nostri team e clienti in una relazione chiara e trasparente.

Oggi diviene sempre più necessario partire dalle persone, dai team considerando che siamo tutti motivati a crescere a migliorare e imparare ogni giorno. E’ necessario assumere la consapevolezza che il manager non sa tutto ma sa prendere il meglio dagli altri perché coltiva la capacità di far crescere il talento attirando le persone migliori, trattenendole e assicurando i risultati migliori.

Focalizzarsi  sulle persone e sui loro bisogni, aiutandoli a crescere, creando un ambiente in grado di motivare vuole dire in sostanza,  essere in grado di trasmettere una visione con parole e azioni e ispirare i collaboratori affinché possano dare un significato al loro lavoro quotidiano.

Sempre più persone infatti stanno aspirando a un lavoro che non solo rappresenti una fonte di guadagno, ma che soprattutto contribuisca al loro sviluppo.

Probabilmente la nostra vita lavorativa sarà più lunga di quella dei nostri genitori e si svolgerà in un contesto più complesso e volatile, meno prevedibile. Di conseguenza, il nostro successo lavorativo dipenderà soprattutto dalla nostra capacità di essere adatti al lavoro, tenendo il nostro profilo attrattivo per il mercato del lavoro e mantenendo questa attrattività nel tempo.
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